Via Leone di Nemea – Scalata mitologica a Tessari ;)

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TESSARI (VR) – VIA IL LEONE DI NEMEA – Arrampicata – Difficoltà 6b, 6a obbl. – Sviluppo 300 m – Esposizione Sud-Est

I nomi altisonanti ci piacciono nelle vie di arrampicata e questa sicuramente ce l’ha 😉
Si tratta di una via che lumavamo da tempo, ma che richiedeva un po’ di decisione e di conoscenza del luogo prima di avere “i cochones” per cimentarcisi (un po’ per le difficoltà che per noi sono al limite del grado, un po’ per la continuità richiesta su 10 tiri!).

Finalmente ce la siamo sentita e siamo partiti all’attacco, in una giornata che però era al limite delle possibilità di scalata per le temperature (maggio è già oltre come periodo per Tessari, ma oggi sapevamo che doveva annuvolarsi nel pomeriggio e per fortuna così è stato).

Siamo arrivati all’ora di pranzo, come dei signori, dormendo fino a tardi e sapendo che con le giornate lunghe potevamo permetterci di attaccare una via di 10 tiri anche alle 2 del pomeriggio.

In effetti è andato tutto bene e alle 18 eravamo in vetta, soddisfatti e divertiti da una via che regala una bella arrampicata, piuttosto continua e con un tiro chiave davvero magnifico che da solo vale la scalata: dunque, come Eracle abbiamo portato a casa la pelle del Leone 😉

Se non fossero arrivate le nuvole probabilmente saremmo morti disidratati lungo la via di Damasco, ma evidentemente da lassù qualcuno ci guarda e ha esaudito i nostri desideri, donandoci dei bei nuvoloni già a partire dal primo tiro.

Per i dettagli sulla via vi rimandiamo al giudizio finale dove ci teniamo ad esprimere due o tre cosette che abbiamo notato anche a causa della disparità di opinioni che c’è nelle relazioni che si trovano in giro 😉

Avvicinamento

Dal parcheggio principale di Tessari, imboccare la strada sterrata / mulattiera che sale subito alla sua destra (faccia a monte) e seguirla ignorando tutte le deviazioni per circa 10-15 minuti fino a giungere ad un evidente tornante verso destra in cui si esce dalla vegetazione.

Continuare sul sentiero (che a seguito del tornante punta in direzione nord) e ignorare una piccola deviazione sulla sinistra dopo pochi metri.

Proseguire invece altri 150 metri circa rientrando nel bosco, superando una zona con ghiaioni alla propria sinistra e individuando un ometto sempre a sinistra da cui si stacca un sentierino con anche qualche bollo rosso su roccia.

Seguirlo in ripida salita per qualche minuto fino a giungere ad un buco, ovvero la sede di una vecchia cava abbandonata.

Aggirare la cava a sinistra individuando pochi metri più in là l’attacco della via, con evidente scritta rossa sulla parete.

Descrizione dei tiri

  1. L1 – 5b (30m) – Dritti fino al primo spit, poi risalire il diedro ed uscire a destra puntando al piccolo “tetto” che va risalito direttamente. Quindi per rocce più appoggiate fino in sosta.
  2. L2 – 5b (15m) – Rimontare la bella paretina verticale sopra la sosta (5b), quindi piegare a sinistra, superare il primo albero e fare sosta sul secondo (II+).
  3. L3 – 6a (30m) – A destra della sosta su paretina un po’ sporca cercando una buona mano per la destra (5b), quindi raggiungere la bella placca sovrastante dove c’è il primo passetto difficile ma con 2 ottimi buchi per le dita che consentono la spittata (6a).
    Quindi in diagonale sinistra seguendo la linea di debolezza (5c) fino alla sosta su terrazzo.
  4. L4 – 5a (30m) – Per placche lavorate in verticale, poi passettino verso destra (5a) fino ad uscire dal verticale. Quindi per terreno più appoggiato (III) verso sinistra puntando alla base dell’evidente diedro.
  5. L5 – 6b o 6a(+?) A0 (30m) – Tiro bellissimo e probabilmente tiro chiave della via per continuità.
    Si risale la placca iniziale per poi infilarsi nel diedro di destra che si supera con qualche passo un po’ storto ma ben ammanigliato (6a), quindi si traversa decisamente a sinistra (allungare la protezione sul cambio di direzione, 5c) per poi uscire verso il secondo diedro (6b. Questo passo io l’ho azzerato perché non ho capito come fare senza tenere il rinvio).
    Quindi in verticale sulla placca del secondo diedro (a mio avviso il primo movimento è 6a+) che nella seconda parte si risolve stando a destra e sfruttando le buone mani nel diedro (6a). Infine in sosta, un po’ appesi ma soddisfatti 😉
  6. L6 – 5c (40m) – Primo passo un po’ delicato in placca fino al primo spit (5c), poi spostarsi leggermente a sinistra e seguire il lavorato spigolo (4b/c) protetto un po’ più lungo (volendo è possibile integrare) fino ad uscire sul terrazzo sovrastante dove entro breve si sosta.
  7. L7 – 4b (35m) – Sopra alla sosta in leggera sinistra puntando ad una paretina che si risale direttamente (protezioni lunghe, anche qui volendo si può integrare facilmente), quindi spostarsi un po’ a sinistra e risalire fino alla parte sommitale dove si traversa decisamente a sinistra per rocce un po’ rotte passando sotto un alberello fino alla base di un diedro dove si sosta.
  8. L8 – 6a (30m) – Si risale il bel diedro sfruttando i buchi in placca e i piedi offerti dallo stesso oppure dallo spigolo di sinistra. Poi una volta usciti, puntare alla parete successiva e infine spostarsi a destra fino alla sosta sotto un diedro appena accennato e piuttosto verticale.
  9. L9 – 6a+ (30m) – Salire la placca alla sinistra del diedro sfruttando ottime tasche per le mani, quindi sul passo chiave spostarsi un po’ a destra dove dei buoni piedi consentono di raggiungere un piccolo sperone sotto al tetto che agevola la spittata (passo di 6a+ secondo me).
    Si traversa poi a sinistra con buone mani (5c) e infine si risale un breve muretto che porta sulla cengia dove passa la ferrata e dove troverete il libro di vetta.
    Fare sosta lì e poi spostarsi successivamente 5 metri più in basso per l’ultimo tiro.
  10. L10 – 5c (30m) – Seguire la fessura inizialmente facile (5a), poi con un passettino più ostico (5c) e uscire quindi oltre le piante.
    Rimontare facili risalti rocciosi (4a) fino alla sosta sommitale.

Discesa

Dalla sosta, salire ancora qualche metro fino a raggiungere la cima della montagna dove troverete il sentiero che va imboccato verso sinistra. Seguirlo in cresta ignorando a un certo punto una deviazione verso destra e continuando dritto fino ad uno spiazzo con moltissimi ometti di pietra.

Proseguire ulteriormente in cresta in direzione del forte fino a raggiungere una forcella dalla quale si stacca un sentiero sulla sinistra bollato di rosso che è la linea di discesa.

Seguire la ripida traccia in discesa segnata da bolli rossi fino ad un tratto attrezzato con corde fisse.
Al termine delle corde, prendere il sentiero a sinistra (faccia a valle) e dopo qualche metro in orizzontale riprendere a scendere ripidamente continuando a seguire i bolli rossi (a un certo punto scritta T. e freccia su masso).

In circa 20 minuti dalla forcella uscirete poi dal bosco e vi ritroverete all’altezza del tornate senza vegetazione che vi abbiamo dato come punto di riferimento per l’avvicinamento.
Da qui in discesa sul sentiero principale fino al parcheggio.

Giudizio

A noi questa via è piaciuta molto nonostante attraversi a tratti zone un po’ vegetate e qualche punto con rocce instabili che non possono ergerla ad una via di altissimo livello.

A nostro avviso gli apritori hanno avuto una bella intuizione e hanno seguito una linea nell’insieme sempre logica, divertente e a tratti ingaggiante, tirando poi fuori il coniglio dal cilindro nel tiro centrale (L5) che è veramente una bellezza e non molla mai, regalando quasi tutti gli stili di arrampicata (strapiombo a parte).

In generale questa via presenta un’arrampicata di tipo tecnico e non fisico e forse questa è la ragione per la quale c’è disparità di opinioni sui gradi dei tiri “difficili” (ed è forse anche l’unica ragione per la quale siamo arrivati in cima! 😀 ).

Nella nostra valutazione, noi abbiamo abbassato un pochino il grado rispetto alla relazione originale (quella di V per Valdadige) su qualche tiro (come del resto hanno fatto molti altri) e magari abbiamo aggiunto qualcosa nelle parti più facili (questo invece non lo fa nessuno, come fosse disonorevole 😛 ).

Diciamo che a nostro avviso si tratta di una via piuttosto continua sulle difficoltà, con anche tratti semplici qua e là, ma comunque da consigliare a chi ha un buon 6a affermato.

A mio modesto parere ci sono almeno 2 passi di 6a+ non azzerabili (magari se sei alto 2 metri o se ti porti dietro robe kitsch tipo il furbo o il bastone telescopico ce la fai, ma per gente come noi che non sfiora manco il metro e 70 e al limite si porta dietro la borraccia la vedo dura… 😛 ).

Ad ogni modo daremo il 6a obbligato come fanno tutti gli altri (qualcuno dà pure 5c….mah…..) però se poi avrete problemi, non dite che non ve l’avevamo detto! 😀

Le protezioni a nostro avviso sono ottime e bastanti, fatta eccezione per L6 e L7 che magari per qualcuno potrebbero richiedere qualche friend (noi non li abbiamo usati, ma se non siete abituati a scalare sprotetti per molti metri sul facile portateveli).

I passi chiave non sono regalati (unico A0, l’ultimo passo nel traverso di L5) e bisogna sempre scalare per raggiungere gli spit, motivo per il quale dissentiamo su alcuni A0 proposti da altre relazioni.
Ad ogni modo noi siamo brocchi e al limite del grado, quindi facciamo testo solo per i lettori che più o meno hanno le nostre stesse problematiche, mentre per gli altri probabilmente si tratterà di una via tutto sommato facile e senza grossi patemi.

L’esposizione è sud-est e per fortuna oggi ha fatto nuvolo nel pomeriggio, altrimenti non saremmo riusciti a scalarla per il caldo.
Non avventuratevi quassù d’estate o oltre il mese di aprile altrimenti vi verranno a prendere col rianimatore! 😉
Salvo magari in giornate nuvolose dove la faccenda può essere sopportabile.

La roccia è quasi sempre bella, ma come spesso accade sul facile ci sono qua e là cose instabili e bisogna metterci attenzione.

Nell’insieme, una via di soddisfazione, da ricordare! Almeno per chi come noi viaggia attorno al 6a o poco più e cerca cose non troppo esasperanti ma quantomeno ingaggianti!
Buon divertimento!

Sempre a Tessari sul blog trovate:
Poison Ivy e Bella Gioia
Via Livera e Sperone del Forte
Via del Bafo
I tre Pilastri
Pace senza Confini

Disclaimer

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