LOC. BAGNI DI MASINO – Settore El Schenun (1.100 m s.l.m. circa) – Arrampicata sportiva – Via La Coda Del Dinosauro – Difficoltà max 6a+ (5c obbl.) – Sviluppo 150 m – Esposizione Sud-Ovest
Era da un po’ di tempo che non tornavamo qui in val Masino: l’ultima volta è stata proprio per salire la via accanto, ovvero Vietato Vietare, via che ci aveva divertito molto e che ci aveva fatto ripromettere di tornare per salire la dirimpettaia “Coda del Dinosauro”.
Per cui eccoci qua, in un weekend idealmente perfetto come temperature e meteo, ma con la problematica che nei giorni scorsi ha fatto una tonnellata d’acqua e quindi sapevamo che probabilmente avremmo trovato la parete bagnata.
Così in effetti è stato, ma visto che ce l’aspettavamo, abbiamo organizzato la giornata dividendola in due: prima lunga passeggiata in Mello fino a raggiungere il rifugio Pioda in Val Cameraccio, poi pranzo in rifugio, ritorno con calma, e a pomeriggio inoltrato abbiamo attaccato la via, sperando di trovarla a quel punto asciutta.
In effetti è andata esattamente così e la giornata è stata stupenda e completa sotto ogni aspetto!
Pur attaccando la via alle 16:15, abbiamo avuto tutto il tempo necessario per finirla, calarci in doppia e tornare in paese per cena, evitando anche eventuale traffico.
Si tratta di una via davvero divertente e piacevole, un po’ più bella e continua rispetto a Vietato Vietare, e regala un’arrampicata di aderenza su ottima roccia, chiodatura sicura, a tratti abbondante (per gli standard della zona) e a tratti un po’ più “spicy”, senza però mai necessitare di protezioni veloci.
Per ulteriori dettagli vedere il giudizio a fondo articolo.
Avvicinamento
Da Ardenno si imbocca la strada della val Masino che sale per tornanti fino a San Martino.
Qui piegare a sinistra dopo i parcheggi ad inizio paese seguendo per i Bagni di Masino.
Usciti dal paese si arriva in un’area con un lungo rettilineo dove c’è il camping “Lo Scoiattolo” dopo il quale seguono diversi tornanti.
Il settore El Schenun si trova esattamente di fronte all’ottavo tornante (posteggio per due sole auto con cartello “parcheggio libero”).
Se non doveste trovare posto ci sono altre aree di sosta indicate sia prima sia dopo (attenzione a parcheggiare SOLO dove indicato con appositi cartelli, altrimenti le multe sono garantite!!).
Una volta raggiunta la parete, la via che troverete subito di fronte a voi (appena a destra) è La coda del dinosauro mentre la via Vietato vietare si trova circa 25 m più a destra, su una placca appena dietro ad un evidente spigolo roccioso.
Descrizione dei tiri
- L1 – 5b (25m) – Dalla base della placca in diagonale destra fino al primo spit, puntare verso lo spigolo dove si rimonta più facilmente, quindi in verticale qualche metro.
Piegare in diagonale sinistra fino ad una seconda rimontina verticale (scaletta di piedi a sx) fino in sosta (2 fix con anelli da collegare). - L2 – 4a (15m) – Volendo concatenabile col primo. Si sale in verticale sopra la sosta per rocce lavorate, quindi in diagonale sinistra per placche appoggiatissime fino alla sosta su due fix da collegare alla base della rimonta successiva (attenzione a non prendere la linea di fittoni più a sinistra che appartiene ad un’altra via, ovvero Attenzione Caduta Vipere).
- L3 – 5c, 1p 6a (20m) – Bel tiro. Si supera un primo muretto su piccole tacche che immette in un diedro attraversato da una lama verticale (5c).
Si segue la lama, con mani a volte buone (e a volte meno…5c in media) fino all’ultimo passo che richiede ottimo equilibrio nell’alzare i piedi per raggiungere prima un buchetto a sinistra e poi una lama orizzontale molto alta che consente l’uscita (a nostro avviso almeno 6a).
Si può evitare questo passo stando 30 cm più a destra dove la roccia è più lavorata (5b) per poi rientrare a sinistra (attenzione in ogni caso che lo spit successivo è parecchio distante). Infine per rocce più semplici fino in sosta. - L4 – 5b (25m) – Dritti sopra alla sosta su placca a buchi e con fessure diagonali svase fino all’ultimo muretto un po’ più di “precisione” (bisogna alzare un po’ i piedi se non siete alti) fino ad uscire in sosta.
- L5 – 6a+ o 5c/6a A0 (30m) – Appena a sinistra della sosta per rocce lavorate, quindi placca verticale con una prima bombatura che si supera con un bel passo su lama di quarzo (5c)
Quindi in diagonale destra con passi delicati di placca (5c/6a) in direzione dello spigolo.
Riprendere la verticale e affrontare l’ultimo passo (il chiave) che richiede ottima aderenza stando a sinistra dello spit (6a+) oppure è parzialmente aggirabile a destra tramite un diedro che aiuta la spittata e l’eventuale A0 per raggiungere una lama orizzontale.
A quel punto si arriva facilmente in sosta. - L6 – 5b (25m) – Per placca lavorata seguendo dei piedoni da destra verso sinistra, quindi ultimi metri in verticale fino alla sosta.
Discesa
Se avete due corde da 60m, dalla sosta finale (quella con due fix e due anelli di calata), fare una prima doppia da L6 a L4, quindi una seconda calata da L4 a L2 e infine un’ultima fino a terra.
Se invece avete la singola o corde più corte, effettuare le singole calate.
Giudizio
Via bella e divertente, con difficoltà non estreme ma comunque non regalata in certi tratti.
La chiodatura è largamente ravvicinata per gli standard della zona, detto questo non è una chiodatura da falesia e i passi bisogna quasi sempre farli.
L’azzeramento è effettivamente possibile sull’ultimo passo di L5, detto questo non vi aspettate di trovare quel tiro così scontato nei passi precedenti e nemmeno di avere gli spit a distanza di braccio.
A nostro avviso la via ha almeno un paio di passi dove il 6a è necessario per procedere in libera (oltre al chiave si intende) ed è leggermente più dura rispetto alla limitrofa Vietato Vietare, probabilmente anche per il fatto che quest’ultima è stata aperta e gradata anni dopo rispetto al Dinosauro.
Le stagioni migliori per salirla sono quelle di mezzo, sia per ragioni legate alle temperature sia per il traffico. D’inverno a volte è scalabile ma rimane al sole poche ore e richiede molti giorni di asciutto per non trovarla carica d’acqua.
Mentre d’estate è in pieno sud e probabilmente fa troppo caldo, oltre ad esserci una quantità di persone esasperante in zona 😉
Nell’insieme, a nostro avviso si tratta di una via breve ma godibilissima e con una bella scalata di aderenza, mai banale ma di certo molto sicura grazie ad una chiodatura “normale”…..cosa poco usuale in zona Masino / Mello! 😛
Enjoy!!
Disclaimer
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